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Magdalo Mussio: redattore poeta artista scrittore




Magdalo Mussio ha dedicato alla parola un incessante lavoro di ricerca.

Regista e scenografo, direttore editoriale, scrittore, autore di film d'animazione e artista, Mussio è nato nel 1925, e ci ha lasciato nel 2006.

La sua attività si sviluppa nell'alveo delle esperienze verbovisuali internazionali, fiorite tra gli anni Cinquanta e i Sessanta. In Italia è il momento in cui fioriscono numerosi gruppi intorno a riviste o spazi: dalla ligure "Ana Eccetera" di Anna e Martino Oberto, a "Linea Sud" di Mario Diacono, Emilio Villa, Stelio Maria Martini, Luciano Caruso e altri, all'esperienza del Mercato del Sale e del Centro Tool di Ugo Carrega a Milano, fino al Gruppo '63, a cui si collegano nomi come quelli di Edoardo Sanguineti o di Umberto Eco.

Dal 1965 è stato il redattore responsabile di Marcatrè, rivista edita dall'editore Roberto Lerici a Milano, capace di esprimere pensieri e tensioni del Gruppo '63, in cui si leggono notizie sulle arti visive, sul teatro, sull'architettura e sulla letteratura. Hanno collaborato alla creazione della rivista Eugenio Battisti (che ne è stato il direttore), Maurizio Calvesi, Paolo Portoghesi, Edoardo Sanguineti, Gillo Dorfles, Renato Barilli, Carla Lonzi, Lea Vergine, Daniela Palazzoli e parecchi altri.

Nelle scelte grafiche delle copertine di Marcatrè, Mussio racconta a Elisa Fongaro nel corso di un'intervista, di essersi ispirato alla rivoluzione russa: i grafici rivoluzionari erano stati i primi a utilizzare lettere di dimensioni diverse, a seconda di quello che avevano per stampare. Sottesa, c'era sicuramente l'urgenza di comunicare. Guardando alla lezione dell'avanguardia russa, Mussio e il grafico Giulio Confalonieri pensano così il titolo sulla copertina della rivista: con alcune lettere in stampatello maiuscolo e altre in minuscolo, qualcuna più grande e altre più piccole. Ed è un indubbio successo.

Parlando di sé, Mussio scrive che il suo lavoro ha obbedito a condizionamenti, sviamenti e deragliamenti. Alla base del suo operato c'è sempre o quasi sempre stata la scrittura, chiamata a raccontare "l'inquietante vuoto, il silenzio, il nulla, e la loro permanenza autonoma", e accanto a essa, l'immagine.

Predilige, tra i colori, quelli della natura e della scrittura: il bianco e il nero (degli appunti sul foglio), la ruggine come segno del tempo, la foglia d'oro e il rosso, a evocare la civiltà bizantina (amatissima), e il tannino, ovvero il color ocra ricorrente nelle sue opere, che non può essere riprodotto artificialmente.


La sua è una ricerca "intermediale", all'incrocio tra media diversi. Riguarda spesso la memoria e l'immaginazione: include lacerti di vecchie fotografie, appunti, scritte stampate, in collage dalle architetture sospese e dalle spiccate qualità tattili.

I grafemi che accompagnano questi frammenti sono registrazioni di un pensiero, che sembra proseguire attraverso le superfici. La fotografia, che spesso compare, ha certamente a che fare con un altro elemento cardine dell'opera di Mussio: l'ombra. Essa è fondamentale in quanto prova, conferma visibile e sfuggente della propria esistenza sotto la luce del sole:

"Sono io che mi muovo ma ho nostalgia dell'ombra come testimonianza che esisto".

Ecco perché spesso la parola "ombra" ricorre nei suoi titoli.

Lamberto Pignotti ha plasmato a proposito del lavoro dell'amico la definizione di pittura verbale, invertendo in un certo senso quella di poesia visiva, a cui solitamente si fa riferimento. Dei suoi appunti si può dire siano già letteratura; dei segni scarni sulla superficie si può dire siano, ovviamente, già pittura.


Magdalo Mussio has dedicated to words lifelong research.

He was born in 1925 and died in 2006. During his life, he has been many things: film director, managing editor, writer, animation movie author, and artist.

He developed his activities across the International Verbo Visual Neo-Avantgarde.

In Italy, the movement grew across many experiences, magazines, and artist-run spaces, from the Fifties on. Some examples are the magazines "Ana Eccetera," founded by Anna and Martino Oberto, and "Linea Sud," by Emilio Villa, Mario Diacono, Stelio Maria Martini, and many others. Other remarkable samples are Mercato del Sale and Centro Tool, spaces run by Ugo Carrega in Milan, and the Literary Avantgarde movement called Group 63.

Magdalo Mussio has been editor-in-chief of the magazine Marcatrè for the publisher Roberto Lerici in Milan since 1965. Some members of Group 63 contributed to his definition. Protagonists of many cultural fields, such as Eugenio Battisti (who was also the director), Gillo Dorfles, Umberto Eco, Carla Lonzi, Renato Barilli, Paolo Portoghesi, Lea Vergine, Daniela Palazzoli, and many others, wrote the texts.

Concerning the graphic choices for the covers of Marcatrè, when interviewed by Elisa Fongaro, Mussio remembers that he looked at the Russian Avantgarde. The revolutionary graphics were the first who adopted letters in different sizes and fonts, moved by the urgency of communicating. Looking at that lesson, Mussio and the graphic Giulio Confalonieri ideated the title of the magazine written with some capital letters in various sizes. It was a success.


Speaking about himself, Mussio remembers he obeyed derailments and conditioning, but he never stopped researching on words, to whom he demanded to tells about the emptiness he felt.

He adopted the colors of nature and writing: white of the page, black of the pen, the rust as a sign of the time, red and gold to evoke the beloved Byzantines, and tannin (obtainable only from nature).

His research lays at the crossover between various media. Usually, it is about memory and imagination and includes old, shredded photographs, collages, and writing.

His graphemes register a thought that goes across the surfaces. Photography has to do with the interest in shadows. The shadow recurs several times in his titles, and it is proof of existence under the sunlight.

Lamberto Pignotti invented for his friend Magdalo Mussio the definition of "verbal painting," which somehow reverse the formulation of visual poetry. His notes are already literature, his subtle signs on the surfaces are already painting.




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